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PLUMCAKE ALL’OLIO

Anche nei dolci l’olio extravergine di oliva risulta essere un ingrediente fondamentale. Non tutti gli oli sono adatti per ogni ricetta, ma ognuno – diverso per il suo aroma e la sua intensità – conferisce ad ottenere un risultato eccellente.

Questo è un dolce basic che però può essere arricchito con ingredienti a piacere: uvetta, frutta fresca a pezzetti, cioccolato, pinoli, nocciole…ma l’olio deve essere delicato. 

Ogni cultivar ha una sua peculiarità, un retrogusto speciale e così ho scelto un olio estratto dalla Mignola, una cultivar marchigiana con un deciso sentore di frutti di bosco! Come pure un olio che ricordi con i suoi profumi la frutta come banana, susina, pera o frutti di bosco. Le cultivar possono essere: Itrana (Lazio), Mignola (Marche) e Picholene (Internazionale). 

In questa ricetta io ho usato una Mignola di Colle Nobile.

La ricetta è semplicissima e non necessita della bilancia! Sarà sufficiente il barattolo dello yogurt. Per i più precisi metto anche il peso in grammi. 

INGREDIENTI

1     vasetto di Yogurt bianco naturale (120g)

3     vasetti di farina 00 (260 g)

2     vasetti di zucchero (245 g)

1/2  vasetto di olio di oliva extravergine monovarietale di Mignola (65 g)

2      uova

1/2  bustina di lievito per dolci (8 g)

1 pizzico di sale

PROCEDIMENTO

Versate tutti gli ingredienti in una ciotola e amalgamateli bene con la frusta a mano per eliminare eventuali grumi. 

A questo punto potete arricchire il plum cake con quanto più vi aggrada: uvetta, frutta fresca a pezzetti, cioccolato, bacche di goji…

Foderate lo stampo da plum cake – da 24/26 cm – con la carta da forno. Io la bagno con acqua fredda e la strizzo bene così aderisce e si adatta meglio allo stampo.

Versate il composto e cuocete in forno ventilato a 180° per circa 45/50 minuti. La prova dello spiedino è essenziale, quando uscirà asciutto il plum cake è pronto. 

Fave con Pecorino Toscano

Quando al mercato compaiono le prime fave fresche, per me, è il segnale inequivocabile che la primavera sia veramente arrivata. E così – avviene puntualmente ogni anno – scatta la voglia irrefrenabile, un desiderio che è rimasto latente per tutto l’inverno ma che alla vista della verdura di primavera esplode improvviso e prepotente. Proprio come una voglia! Le fave con il pecorino sono una preparazione tipica del Centro Italia. In Lazio è lo spuntino preferito che si consuma nelle prime gite fuori porta. In Toscana le fave fresche sono chiamate “baccelli” e muoiono con il pecorino marzolino, così chiamato perché prodotto tra marzo e aprile con il latte più saporito, carico dei profumi delle erbe spontanee che crescono nei campi in primavera.  In Toscana le fave si consumano prevalentemente crude, addirittura appena colte, tanto sono tenere. In quasi tutte le ricette è raccomandato di togliere la pellicina alle fave, dopo averle sgranate. Io lo faccio solo a fine stagione quando, ormai al termine del loro ciclo, sono particolarmente grosse e dure. Mentre sgrano le fave, l’unica cosa che elimino è la cosiddetta “unghia” cioè il peduncolo al quale sono attaccate le fave. Per riconoscere le fave fresche bisogna controllare i baccelli: devono essere turgidi, croccanti e di color verde intenso. Inoltre, quando si sgranano, le fave dovranno avere la pellicina ben tesa – non raggrinzita, tipico segnale che le fave sono vecchie – di color verde chiaro e senza macchie. 

Questa ricetta è veloce – il tempo di sgranare le fave – e semplicissima. A dir la verità non si può chiamarla ricetta, è solo un suggerimento su come abbinare le fave con il formaggio.  Ingredienti per 4 persone: 1 kg di baccelli freschi, 150 g di pecorino toscano fresco, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e pepe. Non pensate che 1 kg di fave siano troppe: i baccelli costituiscono la maggior parte del peso e da questa quantità si ricavano circa 250 g di fave. Però non buttateli, possono dar vita ad altre ricette buonissime. Ma questa è un’altra storia…ne saprete di più tra qualche mese. Allora, sgranate le fave, eliminate la crosta del pecorino e tagliatelo a cubetti piccoli. Mettete tutto in una ciotola e irrorate con l’olio d’oliva. In questo caso bene si abbina un monocultivar Frantoio caratteristico per il suo sentore di oliva verde, erba tagliata e sensazioni di carciofo. L’amaro e il piccante sono mediamente intensi e persistenti. Regolate di sale – le prime fave sono così dolci che a volte se ne può fare anche a meno – e insaporite con un’abbondante macinata di pepe nero. I più golosi, a volte, aggiungono anche dei cubetti di pancetta o di guanciale! Accompagnate i baccelli con del buon pane toscano.